PUNTI FERMI DEL PROCESSO DI RIFORMA

I punti fermi nel processo di Riforma sono sostanzialmente tre: autonomia, indicazioni curricolari e competenze.

Autonomia scolastica: le scuole e i collegi docenti si sono dati molto da fare per ideare di POF pieni di progetti, laboratori, con largo spazio alla dimensione didattica. Restano però ancora da esplorare le aree di ricerca, sperimentazione e sviluppo.

Indicazioni curricolari: sono il nuovo strumento ministeriale/nazionale orientativo sul piano progettuale didattico che sostituisce i vecchi programmi didattici. Infatti con l’Autonomia lo Stato non detta più programmi didattici nazionali da attuare nelle scuole italiane (Legge Costituzionale 3/2001), bensì riserva l’autonomia alle stesse Istituzioni Scolastiche italiane, chiamate ad elaborare il proprio curricolo valorizzando il contesto socio-culturale e territoriale locale. LeIndicazioni Didattiche non sono dunque dei programmi da seguire, ma una sorta di paletti orientativi per l’elaborazione progettuale autonoma. Sono un documento di confronto per garantire l’unitarietà del sistema d’istruzione, garantendo i livelli minimi, con la possibilità comunque di integrarli e approfondirli.

L’intento della Riforma Gelmini sembra essere quello di armonizzare le Indicazioni Nazionali della Riforma Moratti e le Indicazioni per il curricolo/assi culturali di Fioroni. Ma il processo sembra essere lungo e suscettibile di futuri cambiamenti.

Competenze: nonostante siamo a tutt’oggi in presenza di differenti comprensioni ed esplorazioni di cosa sia “competenza”, il traguardo di sviluppo della competenza rimane un tassello imprescindibile per la costruzione della nuova scuola. Le Indicazioni fin qui proposte richiamano la finalità ultima della maturazione delle competenze, in linea con gli orientamenti europei. Nella Riforma Moratti sono state inserite in un profilo educativo finale unitario (il PECUP). Nelle indicazioni per il curricolo di Fioroni sono invece state distinte in Traguardi per lo Sviluppo delle Competenze relativi ad ogni singola disciplina: ogni disciplina, cioè, prevede Obiettivi di Apprendimento (OA) e traguardi per lo Sviluppo di Competenze (TSC). Con la Riforma Gelmini, nel Primo Ciclo si andranno a certificare le competenze di tipo disciplinare, mentre nel Secondo Ciclo le competenze saranno elaborate in base ad un profilo unitario finale che richiamerebbe il PECUP.

Riassumendo:

INDICAZIONI e COMPETENZE
Riforma Moratti Sperimentazioni Fioroni

Normativa Gelmini

 Primo e Secondo Ciclo: Indicazioni Nazionali

PER TUTTI I GRADI DI SCUOLA
OSA: Obiettivi Specifici di Apprendimento
PECUP: Profilo Educativo Culturale e Professionale dello studente alla fine del Primo e Secondo Ciclo di Istruzione

Competenze finali, unitarie, personali, di vita

Primo Ciclo: Indicazioni per il curricolo
Secondo Ciclo: Assi culturali (Fioroni) – Nuovi Profili Educativi (Gelmini)

PRIMO CICLO
OA: Obiettivi di Apprendimento
TSC: Traguardi per lo Sviluppo delle Competenze

Competenze disciplinari, relative ad ogni singola disciplina

SECONDO CICLO
Competenze, abilità/capacità, conoscenze
Profili di competenza e risultati di apprendimento
Competenze non distinte per disciplina ma facilmente riconducibili ad esse

Con la Riforma Gelmini, le competenze del Primo Ciclo fanno riferimento al risultato dell’acquisizione di determinate conoscenze e abilità, mentre quelle del Secondo Ciclo si riferiscono alla completezza della persona nella sua interezza e complessità, che mette in gioco tutta se stessa in situazione (conoscenze, abilità, credenze, idee, principi, orientamenti di vita, valori e interessi…).